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Paese che vai...

piccoli grandi eventi
ricchi di tradizione e cultura






statua della Madonna della Cava
(venerata nella omonima chiesa
del quartiere medievale di Orvieto)
sulla macchina da processione
in stile barocco









Castel Giorgio - Palazzo Comunale









un momento della
"rancata del maggio"

Fine primavera, tempo di feste… E il territorio orvietano offre, a chi è disposto a scoprire e a gustare, atmosfere fuori dal tempo, in cui si fondono devozione e superstizione, tradizione e volontà di valorizzazione, voglia di divertirsi senza troppe pretese e partecipazione popolare, in un miscuglio di suoni, odori e colori tutto da assaporare.
Vi proponiamo ora una selezione degli eventi più singolari, rimandando per tutti gli altri al nostro database.

Orvieto
Il quartiere medievale, oltre a vestirsi a festa per la Palombella e il Corpus Domini, offre aspetti insoliti, come le Serenate alla Madonna, che animano la parrocchia di San Giovenale per tutto il mese di maggio: ogni sera ci si raduna in una piazzetta, in un vicolo, in un cortile privato per la recita collettiva del Santo Rosario e delle Litanie Mariane e per cantare le lodi alla Vergine. Ogni volta un ambiente diverso, una nuova famiglia ospite, un nuovo spunto di riflessione e nuovi piccoli doni per i presenti.
E sempre nel quartiere medievale, in una delle vie più antiche di Orvieto, Via della Cava, riprende da quest'anno la tradizione (interrotta diversi decenni fa per la fatiscenza della chiesa) della processione della Madonna della Cava. Due giorni di festa (24 e 25 maggio) concepiti come cornice all' evento religioso, durante i quali verranno riproposti, senza pudori e con un po' di ironia, gli elementi caratteristici delle feste popolari di una volta, con la banda, la porchetta, la fisarmonica, il ballo in piazza, il vino buono, i giochi popolari, la lotteria, tutto servito in un clima fresco e scanzonato.
E qualche settimana dopo, festa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova in Piazza San Giovenale, con cinema all'aperto, cena in piazza, musica per tutti e la classica processione con la statua settecentesca del santo recentemente restaurata.

Fabro, Ficulle, Parrano
Una delle tradizioni ancora vive nell'alto orvietano è legata al perpetuarsi di alcuni riti pagani connessi all'agricoltura, sfociati poi nel tradizionale Canta-maggio, che anima le vie di molti borghi e di parecchie frazioni con canzoni popolari eseguite da giovani e meno giovani per tutta la notte del 30 aprile, fino all'alba del primo maggio.

Castel Giorgio
Non si può non parlare di una delle manifestazioni più sentite dei paesi attorno a Orvieto, legata al compatrono di Castel Giorgio, San Pancrazio: si ripeterà anche quest'anno, la sera dell'11 maggio, vigilia della festa, la tradizionale "alzata del maggio", in cui gli uomini più forti del paese si ritrovano in piazza per issare un enorme albero della cuccagna, che verrà scalato ("rancato") l'indomani, al termine della solenne processione.
Altrettanto tradizionale la fiera di merci e bestiame del 13 maggio, giorno successivo alla festa.

Allerona
Di grande pregio sono, poi, i festeggiamenti in onore di Sant'Isidoro Agricol-tore, che si tengono nel comune di Allerona. Il 18 maggio verrà riproposta il tradizionale corteo dei "Pugnaloni", che nulla hanno a che vedere con gli omonimi quadri di fiori di Acquapendente. Quelli alleronesi sono dei carretti che riproducono, attraverso plastici rudimentali e singolari diorami artigianali, scene di vita agricola. Tutti da vedere.
E la festa continua nel pomeriggio con la rievocazione di antichi mestieri e le degustazioni in piazza.

San Venanzo
Non mancano le rievocazioni in costume: il 15 maggio, nel piccolo comune di San Venanzo, verrà rievocata la fondazione della città, riproponendo l'epi-sodio del 592, quando il Vescovo di Camerino si fermò in zona recando una fiaccola accesa sulla tomba di San Venanzio.
E non è da meno il corteo storico della vicina frazione di Poggio Aquilone, con saltimbanchi e giocolieri, per far festa al patrono San Pasquale Baylon.

Monteleone d'Orvieto
Sempre in costume, stavolta trecentesco, un centinaio di figuranti rievocano, in occasione della festività dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la cerimonia di donazione del cero all'autorità religiosa da parte di quella civile, secondo quanto disposto dallo statuto del XIV secolo. Nasce così quella che è conosciuta come la "Festa delli Luminari".


I dettagli ed i programmi dei singoli eventi citati sono consultabili nel nostro database, selezionando le singole voci o eseguendo una ricerca per data o per comune.

Se volete segnalare qualche altra manifestazione che ci è sfuggita, fatelo!



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